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Anno edizione: 2014
Anno edizione: 2010
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Da questo romanzo è stata tratta la serie tv diretta da Valeria Golino
Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.
«Non c'è niente da fare, ogni dieci anni bisogna rileggere i libri che ci hanno formato se si vuol venire a capo di qualcosa.»
«Il tempo lavorerà a favore dei libri di Goliarda Sapienza. E questo non è un augurio: è una convinzione». – Cesare Garboli
L'arte della gioia è un libro postumo: giaceva da vent'anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato dai principali editori italiani, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998. Ma soltanto quando uscí all'estero – in Francia, Germania e Spagna – ricevette il giusto riconoscimento. Nel romanzo, tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana, una «carusa tosta» in cui si fondono carnalità e intelletto, che attraversa bufere storiche e tempeste sentimentali protetta da un infallibile talismano interiore: «l'arte della gioia». Modesta nasce il primo gennaio del 1900 in una casa povera, in una terra ancora piú povera. Ma fin dall'inizio è consapevole, con il corpo e con la mente, di essere destinata a una vita che va ben oltre i confini del suo villaggio e della sua condizione. Ancora ragazzina è mandata in un convento e da lí, alla morte della madre superiora che la proteggeva, in un palazzo di nobili. Qui il suo enorme talento e la sua intelligenza machiavellica, le permettono di controllare i cordoni della borsa di casa, e di convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza mai smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
Sono riuscita a seguire solo le prime pagine,poi si è scatenato il caos.Non l'ho terminato. Confusionario.
Ho comprato questo libro incuriosita dalle recensioni positive dei critici e di molti lettori, ma le aspettative che nutrivo sono state deluse perché a me ‘L’arte della gioia’ non è piaciuto. Ho fatto fatica a finirlo per la scrittura, a mio avviso, poco scorrevole e la trama a tratti un po’ noiosa.
Un libro difficile. Si passa dalla prima alla terza persona in un battito di ciglia, da un interlocutore a un altro senza preavviso. Ma una storia bella, bella, bella. Si sente tutta la passione di Modesta, sotto ogni aspetto. Si toccano temi con una mentalità libera: aborto, omosessualità, sesso, politica, autodeterminazione... La storia della Sicilia e dell'Italia nel '900: fascismo, mafia, onore, famiglia. Possono (devono) affiorare ragionamenti etici/morali, ma il solo fatto che vengano alla mente vale già un punto in più almeno. Sicuramente un libro che non lascia differenti. O lo si odia o lo si ama. Io lo amo.
Recensioni
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
Ho scoperto un libro bellissimo che vi consiglio. Un libro con una storia antica ma che tratta temi moderni, universali con linguaggio libero a volte scabroso. È L’arte della gioia (540 pagine, 15 euro) di Goliarda Sapienza, pubblicato da Einaudi.
«Dunque, trascinavo quel pezzo di legno; e dopo averlo nascosto o abbandonato, entrai nel buco grande della parete, chiuso solo da un velo nero pieno di mosche. Mi trovo ora nel buio della stanza dove si dormiva, si mangiava pane e olive, pane e cipolla. Si cucinava solo la domenica. Mia madre con gli occhi dilatati dal silenzio cuce in un cantone. Non parla mai, mia madre. O urla, o tace. I capelli di velo nero pesante sono pieni di mosche. Mia sorella seduta in terra la fissa da due fessure buie seppellite nel grasso. Tutta la vita, almeno quanto durò la loro vita, la seguì sempre fissandola a quel modo. E se mia madre – cosa rara – usciva, bisognava chiuderla nello stanzino del cesso, perché non voleva saperne di staccarsi da lei. E in quello stanzino urlava, si strappava i capelli, sbatteva la testa ai muri fino a che lei, mia madre, non tornava, la prendeva fra le braccia e l’accarezzava muta. Per anni l’avevo sentita urlare così senza badarci, sino al giorno che, stanca di trascinare quel legno, buttata in terra, avvertii a sentirla gridare come una dolcezza in tutto il corpo. Dolcezza che in seguito si tramutò in brividi di piacere, tanto che piano piano, tutti i giorni cominciai a sperare che mia madre uscisse per poter ascoltare, l’orecchio alla porta dello stanzino, e godere di quegli urli. Quando accadeva, chiudevo gli occhi e immaginavo che si lacerasse la carne, si ferisse. E fu così che seguendo le mie mani spinte dagli urli scoprii, toccandomi là dove esce la pipì, che si provava un godimento più grande che a mangiare il pane fresco, la frutta».
Un libro dalla vita complicata. Fu pubblicato da Stampa Alternativa nel 1998, in un migliaio di copie, a spese della stessa autrice, che si vendette tutto per darlo alla luce. Racconta Goliarda Sapienza che tutti i giorni passava in una libreria Feltrinelli per osservare le due copie della sua creatura, relegate in alto, in uno scaffale nascosto da una colonna e chiedendosi chi mai dovesse comprarlo. Finché un giorno una delle copie sparì e a seguire anche la sorella. Dopo tre anni di silenzio completo, fu riscoperto da una trasmissione della Rai grazie all’interessamento di una dirigente donna, Loredana Rotondo, e solo nel 2003 la stessa casa editrice produsse una più copiosa ristampa. Da uan decina d’anni è entrata a far parte del catalogo Einaudi, che adesso pubblica la maggior parte delle sue opere.
La protagonista, Modesta (che modesta non sarà mai) nasce il 1° gennaio del 1900 e si trova da povera figlia di contadini a divenire l’amministratrice di un grosso potentato. Durante tutta la vita attraverserà l’intero secolo e non smetterà mai di godere di ogni singolo attimo dell’esistenza, mettendo tutta sé stessa nel piacere, nella conoscenza, nell’amore, nella politica, arrivando al carcere per perseguire le sue idee. Sarà anticipatrice dei tempi, in un passo posto intorno agli anni ’50 si rivolge al figlio dicendogli – E state attenti perché di questo passo quando le donne si accorgeranno di come voi uomini di sinistra sorridete con sufficienza paternalistica ai loro discorsi, la loro vendetta sarà tremenda.
Questo romanzo è stato paragonato a Il Gattopardo, ma se gli può assomigliare come ambientazione geografica, è completamente diverso nello spirito. Lì tutto cambiava affinché tutto potesse rimanere com’era. Qui la protagonista stravolge completamente i punti fermi della storia e della società mettendo al centro di un certo mondo aristocratico, una donna che in ogni istante è consapevole della sua forza. Modesta è l’emblema di una voglia di vivere sfrenata, che la tiene attaccata alla terra, senza farle perdere la leggerezza dei sogni. Fatevi catturare da Modesta, acchiappatele un lembo di veste e non vi lascerà più il cuore e nemmeno la mente.
Recensione di Elvira Spuntarelli
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